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modalità di risparmio energetico: spegnere luci inutilizzate e sfruttare il più possibile la luce solare installare la contabilizzazione del calore nei condomini per ridurrre l'utilizzo dei termosifoni spegnere il freezer se poco utilizzato e consumare i rpodotti il giorno dell'acquisto installare limitatori nei flussi d'acqua di rubinetti e docce staccare le spin e degli apparecchi non utilizzati per evitareconsumi occultiusare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico sostituire fornellia gas con impianti di induzione


la manutenzione dei condizionatori è fondamentale: la salute e il benessere quotidiano dipendono anche dalla buona qualità dell’aria che si respira nei luoghi in cui si vive e si lavora. l’aria, infatti, veicola numerosi microrganismi responsabili di infezioni. da qui l’importanza di una regolare e corretta manutenzione e pulizia degli impianti di condizionamento: nelle persone predisposte, una cattiva o carente manutenzione del filtro potrebbe causare attacchi d’asma, poiché è proprio nei filtri che si raccoglie la polvere dove si annidano pollini e acari, responsabili di crisi respiratorie nei soggetti allergici. la legionella pneumophila, ad esempio, è un bacillo in grado di sopravvivere solo nell’acqua e che può moltiplicarsi negli impianti di condizionamento dell’aria tramite i serbatoi dell’acqua di condensa. può causare infezioni alle basse vie respiratorie e all’apparato intestinale, che si manifestano con febbre alta, tosse, dissenteria, nausea e vomito. nei casi più seri, la cosiddetta malattia del legionario può provocare anche una polmonite. gli actinomiceti sono batteri che provocano la cosiddetta “febbre da umidificatore”, detta anche “malattia del lunedì”. questi microrganismi si moltiplicano nel serbatoio dell’acqua di condensa qualora rimanga al suo interno acqua stagnante, formando in tal modo una sorta di brodo di coltura batterica. questa infezione batterica, che provoca stati febbrili acuti e infezioni alle vie respiratorie, è causata dal blocco degli impianti di condizionamento che avviene nel fine settimana e dalla loro riaccensione il lunedì, quando i microrganismi che si sono moltiplicati nei serbatoi di condensa vengono diffusi nell’aria in grandi quantità. per questo motivo, la circolazione dell’acqua non andrebbe mai interrotta. risulta perciò indispensabile per la salute e il benessere di ogni individuo affidarsi a frequenti interventi di manutenzione e pulizia degli impianti di condizionamento, al fine di scongiurare infenzioni e malattie.


il bonus condizionatori 2017, è un’agevolazione che spetta ai contribuenti sia in presenza di una ristrutturazione che non. all’acquisto di un condizionatore d’aria che sia in pompa di calore, ossia, che valga sia per il riscaldamento nella stagione invernale, ad integrazione o in sostituzione dell’impianto di riscaldamento già esistente, che per il raffreddamento, ha diritto a detrarre dalla dichiarazione dei redditi la suddetta spesa. l’installazione di un nuovo condizionatore o la sua sostituzione, beneficia quindi di una delle seguenti detrazioni, che variano a seconda dell’ambito nel quale viene effettuato l’acquisto: bonus climatizzatori risparmio energetico: detrazione al 65% per condizionatori con pompa di calore ad alta efficienza che sostituiscono l’impianto di riscaldamento esistente. detrazione fruibile sia per abitazioni, uffici, negozi ecc. bonus condizionatori senza ristrutturazione: se non vengono effettuati lavori di ristrutturazione, è possibile lo stesso fruire dell’agevolazione fiscale, in quanto l’intervento rientra in quei lavori agevolabili al 50% su 10 anni, a patto che il condizionatore sia in pompa di calore.   bonus condizionatori 2017 e’ un’agevolazione che spetta a tutti i cittadini sia in presenza di una ristrutturazione edilizia che senza ristrutturazione. ovviamente, affinché la spesa per l’acquisto del condizionatore sia detraibile dalla dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali, occorre che l’acquisto oltre ad essere documentato, rispetti anche determinati requisiti. innanzitutto va detto che la misura del bonus che spetta a chi acquista un condizionatore, dipende dal tipo di intervento e dal modello di impianto, in quanto da ciò dipende se il bonus condizionatore rientra nel bonus ristrutturazione, risparmio energetico.   requisiti: per fruire dello sgravio fiscale occorre che il condizionatore acquistato, sia mirato al risparmio energetico, anche se non è obbligatorio che sia ad alta efficienza, e all’integrazione o sostituzione dei condizionatori preesistenti con impianti dotati di raffreddamento e riscaldamento, dotati cioè di pompe di calore. quanto spetta di bonus condizionatori con ristrutturazione? nel caso in cui, l’acquisto del condizionatore a pompa di calore, avvenga a seguito ristrutturazione, spetta una detrazione al 50% per un tetto massimo di spesa pari a 96.000 euro fino al 31 dicembre 2017.   bonus climatizzatori 2017 con lavori di risparmio energetico: il bonus climatizzatori 2017 risparmio energetico è l’agevolazione che spetta a cittadini ed imprese nel caso in cui effettuino una sostituzione dell’impianto di riscaldamento di una abitazione, di un negozio, capannone, palestre ecc. per cui il primo requisito fondamentale da rispettare, se si vuole fruire del bonus condizionatori con il risparmio energetico, ovvero, con la detrazione al 65%, è che l’impianto di riscaldamento risulti essere preesistente e poi sostituito con un nuovo impianto a pompa di calore ad alta efficienza energetica, vedi a tale proposito la tabella agenzia delle entrate.  nel caso in cui l’acquisto del condizionatore a pompa di calore ad alta efficienza serva a sostituire il vecchio impianto, al cittadino o all’impresa, spetta una detrazione irpef ires pari al 65% con un tetto di spesa pari a 46.154 euro. bonus condizionatori 2017 con e senza ristrutturazione: detrazione 50% senza ristrutturazione: se non vengono effettuati lavori di ristrutturazione, è possibile lo stesso fruire dell’agevolazione fiscale, in quanto l’intervento rientra in quei lavori agevolabili al 50%  su 10 anni, a patto che il condizionatore sia in pompa di calore.   come deve essere pagato il condizionatore per detrarlo? come va pagato il condizionatore per fruire del bonus? al fine di ottenere il diritto al bonus condizionatori 2017, come spesa detraibile dalla dichiarazione dei redditi 2017 tramite modello 730 e unico, il cittadino o l'impresa, deve eseguire l'acquisto o la sostituzione del climatizzatore, secondo le modalità prescritte dalla legge, ovvero, solo tramite bonifico bancario o postale, nei quali va indicata la causale bonifico usata da banche e posta per bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati, codice fiscale del beneficiario della detrazione e numero di partita iva o il codice fiscale del negozio o rivenditore. ricordiamo inoltre che, su tali bonifici è dovuta una ritenuta d'acconto pari all'8%. oppure, effettuare il pagamento tramite carte di credito o carte di debito. le ricevute dei pagamenti e le fatture di acquisto del condizionatore, riportanti la natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquistati, valgono come documentazione fiscale da conservare.   iva agevolata 10% sull'acquisto del condizionatore: come si calcola? iva agevolata 10% acquisto condizionatore: il condizionatore è considerato un "bene significativo", ed è per questo che sul suo acquisto è prevista l'lva agevolata con aliquota al 10%, anziché al 22%. tale aliquota agevolata però, non si applica indistintamente sul prezzo totale di acquisto, bensì solo sulla differenza tra il valore totale del servizio - il costo del condizionatore. sulla differenza tra spesa complessiva - costo condizionatore, si applica l'iva agevolata al 10% mentre sul resto l'aliquota è al 22%. esempio di calcolo iva agevolata: costo totale dell’intervento: 4.000 euro, di cui: a) manodopera e installazione: 800 euro; b) costo climatizzatore 3.200 euro. sul costo della manodopera viene applicata l’iva al 10% mentre sul climatizzatore l’iva agevolata al 10%, si applica solo sulla differenza tra il costo totale dell’intervento ed il costo del climatizzatore , per cui 4.000 - 3.200 = 800. sul valore residuo del climatizzatore (2.400), si applica l’iva al 22%. fonte: http://www.guidafisco.it fonte: http://www.gazzettaufficiale.it:(legge 11 dicembre 2016, n. 232)


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